disorientamento

Maurits Cornelis Escher, “Relatività”, 1953, Collezione M.C.Foundation, Paesi Bassi.

 

Spesso, nel mio lavoro, mi capita di ascoltare storie che si ripetono con dinamiche simili. Persone che si avvicinano, creano un legame, fanno sentire l’altr* speciale, per poi tirarsi indietro senza mai prendere una vera posizione. Le esperienze delle persone che incontro mi offrono spunti di riflessione che sento il bisogno di mettere nero su bianco. A volte, scrivere non è solo un modo per elaborare questi pensieri, ma può anche essere un’opportunità per aiutare qualcun* a riconoscersi in certe situazioni e a trovare un nuovo punto di vista.

Ed è proprio partendo da queste storie che emerge una domanda: perché alcune persone sembrano volerci nella loro vita, ci riempiono di attenzioni, ci fanno credere di essere importanti per loro, e poi si tirano indietro? Questo schema lascia spesso confus* e con un senso di vuoto, portandoci a interrogarci sul significato di certe dinamiche relazionali.

Quando qualcuno ti conquista, ma poi si tira indietro

Ci sono persone che entrano nella nostra vita con grande intensità. All’inizio sembrano coinvolte, presenti, pronte a costruire qualcosa. Ti cercano, ti riempiono di attenzioni, fanno gesti che sembrano indicare un vero interesse. Ma poi, quando la relazione potrebbe prendere una direzione più chiara, qualcosa cambia.

A un certo punto si allontanano, senza un motivo apparente. Magari non spariscono del tutto, restano presenti in modo ambiguo, ma senza mai fare un passo deciso. È come se avessero acceso un fuoco, ma non volessero alimentarlo davvero. Il risultato? Ti ritrovi sospes* in un limbo, in bilico tra la speranza e la frustrazione, chiedendoti cosa sia successo davvero.

Questo comportamento può essere disorientante e doloroso. Da un lato, c’è stato un interesse evidente, dei momenti di connessione autentica. Dall’altro, non c’è una vera volontà di costruire qualcosa di concreto. E allora nasce la domanda: perché alcune persone si comportano così? È paura, indecisione, egoismo?

Il bisogno di conferme e la paura del cambiamento

Per alcune persone, la conquista non è tanto legata al desiderio di costruire una relazione, quanto al bisogno di validazione. Sentirsi desiderat* alimenta l’ego, dà una conferma del proprio valore, senza però la necessità di impegnarsi davvero. In questi casi, il problema non è l’altr*, ma un vuoto interno che cercano di colmare attraverso il desiderio altrui.

Altr* invece hanno paura del cambiamento. Vogliono provare il brivido di una nuova connessione, ma senza alterare il loro equilibrio. Magari hanno già una relazione, una vita strutturata, e ciò che cercano è solo un’emozione momentanea, senza conseguenze. Oppure, semplicemente, non sanno cosa vogliono davvero, oscillano tra il desiderio e la paura, incapaci di prendere una decisione definitiva.

Come riconoscere e proteggersi da queste dinamiche

Chi si trova in questa situazione spesso oscilla tra la speranza che l’altr* faccia finalmente una scelta e il timore di restare intrappolat* in un rapporto che non porta da nessuna parte. Per proteggersi è fondamentale:

  • Osservare i fatti, non solo le parole. Se qualcuno ti dice che sei importante ma poi non fa nulla per esserci davvero, c’è un’incoerenza da notare.
  • Non investire più di quanto l’altr* sta investendo. Se sei l’unic* a cercare un dialogo, a voler definire la relazione, forse la risposta è già chiara.
  • Chiederti: questa persona vuole davvero me o sta solo cercando conferme per sé stess*?
  • Accettare che, se qualcuno non sa scegliere, la scelta puoi farla tu. Non restare in attesa di una chiarezza che potrebbe non arrivare mai.

Il rispetto per gli altri parte dalla chiarezza

Se non sei pront* a volere altro, non destabilizzare gli altri solo per colmare il tuo ego o la tua insicurezza. Le persone non sono strumenti per confermare il nostro valore. Chi entra nella vita di qualcun* dovrebbe farlo con chiarezza e responsabilità. Perché lasciare qualcun* nel dubbio, nella speranza, nella confusione, è una forma sottile di mancanza di rispetto.

E chi sta dall’altra parte? Imparare a riconoscere questi schemi è il modo migliore per proteggersi, non sprecare energie e scegliere di dare spazio solo a chi ha il coraggio di scegliere davvero.

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